Gli anticicloni 1 parte

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Gli anticicloni 1 parte

Messaggio Da koko il Sab Mag 18, 2013 5:41 am

Sono delle forme bariche chiuse, dove la pressione va aumentando dal margine verso il centro.Generalmente sono delle aree molto estese che talvolta possono occupare interi continenti e grandissime estensioni di oceani.Sono generati da movimenti discendenti molto estesi d'aria, provocati a loro volta da una convergenza in quota e da una divergenza nei bassi strati atmosferici e al suolo, dovuta all'attrito.movimenti discendenti dell'aria (moti subsidenti) che hanno luogo al suo interno, i quali comportano un riscaldamento dinamico dell'aria. Col riscaldamento dell'aria, il vapore acqueo si allontana dallo stato di saturazione con conseguente dissipazione, se esistono, delle nubi.
Anche negli anticicloni si hanno nubi e nebbie: soltanto che in questo caso la condensazione del vapore acqueo è dovuta esclusivamente al raffreddamento diretto o a quello per contatto con il suolo.Un anticiclone non è mai attraversato da un fronte, ed i fronti che vi arrivano, si estinguono rapidamente.Anche se un raffreddamento diretto, possono formarsi delle nubi stratiformi a seguito della condensazione del vapore acqueo. Inoltre,al di sotto delle inversioni termiche in quota prodotte dalla subsidenza possono generarsi nubi ondulate (stratocumuli) o lenticolari.
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Re: Gli anticicloni 1 parte

Messaggio Da koko il Sab Mag 18, 2013 5:42 am

2 Parte:
ANTICICLONI CONTINENTALI INVERNALI Anticicloni semipermanenti. Fra tutti gli A., sono i maggiori generatori di nebbie. Queste sono persistenti ed occupano in particolar modo le regioni centrali dell'area anticiclonica e possono durare anche parecchie settimane.
ANTICICLONI DI CHIUSURA Anticicloni mobili costituiti da aree di alta pressione che dividono le varie famiglie di cicloni. Si formano nella parte posteriore di ogni intera famiglia. Rispetto agli anticicloni interciclonici, possiedono una maggiore intensità, centri di massimo con più isobare chiuse ed un'estensione paragonabile a quella di un ciclone centrale.
ANTICICLONI DINAMICI Altro nome con cui sono noti gli anticicloni permanenti. Vengono detti dinamici poiché sono una conseguenza diretta della circolazione intertropicale.
ANTICICLONI FREDDI Altra denominazione con cui sono noti gli anticicloni mobili. Devono questo nome all'aria fredda da cui sono costituiti.
ANTICICLONI INTERCICLONICI Anticicloni mobili costituiti da aree di alta pressione inserite fra i singoli cicloni di una stessa serie. In realtà, più che di A., si tratta di cunei d'alta pressione non tanto estesi e generalmente dello stesso ordine di grandezza dei cicloni entro cui si frappongono.
ANTICICLONI MIGRANTI
MIGRATORY HIGHS Aree di alta pressione che si formano, ad intervalli, durante l'anno. Gli A.M., pur spostandosi anch'essi sotto l'impulso dei venti da occidente, sono più stabili dei cicloni.
ANTICICLONI MOBILI Si suddividono in anticicloni interciclonici e anticloni di chiusura. Sono costituiti da aria fredda post-ciclonica, artica se si tratta di A.M. del fronte artico ed intermedia se invece si tratta di A.M. del fronte tropicale. Hanno una tropopausa alquanto bassa (7-8 km) sia alle medie latitudini e sia anche quando arrivano alle latitudini subtropicali.
ANTICICLONI MONSONICI Altro nome con cui sono noti gli anticicloni semipermanenti. Sono detti anche anticicloni stagionali.
ANTICICLONI PERMANENTI A. della fascia subtropicale. Sono chiamati anche anticicloni dinamici. Il corpo di questi A. è costituito da aria tropicale, è molto massiccio, occupa tutta la troposfera e talvolta penetra anche nella bassa stratosfera.
ANTICICLONE RUSSO Anticiclone semipermanente che si forma sulla Russia durante il periodo invernale. In realtà non è altro che un grande ed ampio promontorio dell'anticiclone continentale asiatico.
ANTICICLONI SEMIPERMANENTI Sono poco mobili e si formano d'inverno sui continenti raffreddati delle medie e delle alte latitudini. Gli strati d'aria sovrastanti queste regioni, si raffreddano sia per contatto con il suolo sia per irraggiamento diretto e, diventando in questo modo specificamente più pesanti, discendono dando luogo alla formazione di aree anticicloniche. D'estate questi A., a causa del riscaldamento dei continenti, svaniscono o presentano un campo barico relativamente alto o quasi livellato e quindi privo di gradienti.
ANTICICLONI STAGIONALI Altro nome con cui sono noti gli anticicloni semipermanenti. Sono detti anche anticicloni monsonici.
ANTICICLONI SUBTROPICALI Anticicloni permanenti. Hanno una tropopausa molto alta ed una stratosfera fredda. Inoltre, nei loro strati più bassi sono alimentati dall'aria polare degli anticicloni di chiusura dei sistemi ciclonici del fronte tropicale. Raggiunti i tropici, l'aria polare si trasforma gradualmente in aria tropicale. Gli A.S. rivestono una grande importanza nell'evoluzione del tempo alle latitudini temperate.

TRATTO DA VARIE FONTI INTERNET
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Re: Gli anticicloni 1 parte

Messaggio Da koko il Sab Mag 18, 2013 5:47 am

ANTICICLONE DELLE AZZORRE:
un'area di alta pressione di origine subtropicale oceanica, generalmente sempre presente sull'Oceano Atlantico settentrionale con il suo massimo di pressione mediamente in prossimità delle omonime isole. La sua origine deriva dalla circolazione atmosferica stessa che produce in corrispondenza di tali latitudini una fascia di alte pressioni semi-permanenti su ciascun emisfero come risultato della subsidenza atmosferica della Cella di Hadley intertropicale.Nella stagione estiva, l'anticiclone si espande verso est interessando tutto il bacino del Mediterraneo, gran parte dell'Europa continentale e la parte meridionale dell'Inghilterra. Il suo bordo meridionale spesso si fonde con l'Anticiclone subtropicale africano che, a periodi alterni, si spinge verso nord interessando l'Europa Meridionale e generando ondate di calore. In questa situazione, le condizioni atmosferiche risultano stabili con situazioni di caldo moderato e persistente in gran parte dell'Europa centro-meridionale, dove però possono verificarsi locali fenomeni temporaleschi termoconvettivi ad evoluzione diurna quando in quota transita aria fredda che, scontrandosi con l'aria calda che si solleva a seguito dell'intenso riscaldamento, produce intensa convezione.

Il bordo settentrionale e quello orientale dell'anticiclone risultano maggiormente insidiabili dalle perturbazioni atlantiche che vengono convogliate verso il continente europeo dalla depressione d'Islanda, tendendo a muoversi da nord-ovest verso sud-est. Le zone che risultano essere pertanto maggiormente influenzate dalla variabilità meteorologica dovuta al transito delle perturbazioni sono le isole britanniche, la parte centro-settentrionale dell'Europa continentale, l'Arco Alpino, l'Italia settentrionale, il medio-alto versante adriatico e la Penisola balcanica centro-settentrionale.Durante i periodi prolungati di tempo stabile, è riconoscibile la presenza dell'azione stabilizzante dell'anticiclone delle Azzorre quando si verifica un moderato sviluppo di nubi cumuliformi ad evoluzione diurna nelle zone interne, più accentuato sui rilievi collinari e montuosi, che risentono delle leggere infiltrazioni in quota che possono penetrare all'interno dell'area di alta pressione, dal bordo settentrionale o da quello orientale che, generalmente, risultano quelli più deboli.





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Re: Gli anticicloni 1 parte

Messaggio Da koko il Sab Mag 18, 2013 5:53 am

ANTICICLONE SCANDINAVO:
L'anticiclone scandinavo trae origine dal prolungamento dell'anticiclone delle Azzorre, a seguito della sua estensione verso l'Oceano Atlantico settentrionale, il Mare del Nord e la Penisola scandinava fino al Circolo Polare Artico.L'anticiclone scandinavo si forma, generalmente, nei mesi invernali e, con minore probabilità, in alcuni periodi delle stagioni primaverili ed autunnali; rara, ma non impossibile, una sua presenza durante l'estate.

ANTICICLONE NORD AFRICANO:
Come ogni area di alta pressione, anche l'Anticiclone subtropicale africano possiede i suoi meccanismi dinamici che possono portarlo ad espandersi verso nord, raggiungendo le coste maghrebine. Quando si forma la cosiddetta lacuna barica iberico-marocchina (vale a dire un'area localizzata di bassa pressione) tra le isole Canarie, il Marocco e la Penisola iberica, si innesca un'ulteriore espansione di questa area di alta pressione verso nord che raggiunge così il bacino del Mediterraneo e l'Europa meridionale, dove spesso può fondersi con l'Anticiclone delle Azzorre.

La risalita verso nord dell'anticiclone subtropicale africano fino al Mediterraneo determina la formazione di un promontorio di alta pressione, comunemente chiamato anche gobba di dromedario.

In Europa, questo scenario determina stabilità atmosferica con valori di temperatura molto gradevoli nella stagione invernale, giornate sempre stabili ma con un po' di caldo nelle ore centrali della giornata nelle stagioni intermedie. Molto più complesse sono le conseguenze quando questa configurazione si presenta nella stagione estiva. Le correnti calde provenienti dal Sahara, oltre a portare un sensibile aumento delle temperature oltre la media con valori elevatissimi nelle pianure e nelle valli interne grazie all'intensa subsidenza atmosferica che nelle ore diurne riesce a mantenere bassi tassi di umidità; tuttavia attraversando il Mediterraneo le correnti calde si caricano gradualmente di umidità, dando origine a condizioni di caldo afoso lungo le aree costiere, con aumento dei tassi di umidità nelle ore serali e notturne .La presenza dell'anticiclone subtropicale africano è riconoscibile dalla pressoché totale assenza di attività cumuliforme nelle zone interne, per l'elevata stabilizzazione atmosferica che si verifica a tutte le quote, impedendo di fatto infiltrazioni di aria fredda che possano contrastare con il sollevamento dell'aria calda susseguente all'intenso riscaldamento del suolo.


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Re: Gli anticicloni 1 parte

Messaggio Da koko il Sab Mag 18, 2013 6:06 am

ANTICICLONE BALCANICO:
L'anticiclone balcanico può risultare dall'espansione nord-orientale dell'anticiclone subtropicale africano, o essere un'entità a sé stante una volta isolatosi dalla suddetta area anticiclonica subtropicale da cui può trarre origine: in quest'ultimo caso, viene a formarsi un'area di alta pressione di blocco.La formazione di un'area di alta pressione di blocco sulla penisola balcanica risulta molto penalizzante, dal punto di vista meteorologico, per la penisola italiana che, fino ad una successiva rimonta altopressoria, viene a trovarsi esposta al transito di perturbazioni, o agli effetti dell'azione di un'area depressionaria (spesso una goccia d'aria fredda in quota).

Se l'anticiclone balcanico rimane fuso all'anticiclone subtropicale africano, l'Italia vede il passaggio di sistemi frontali da sud-ovest verso nord-est che, in base alla posizione della depressione di origine, possono limitarsi ad interessare soltanto le regioni dell'Italia nord-occidentale o scendere anche verso la Sardegna e le regioni del versante tirrenico, per poi trasferirsi verso l'Italia nord-orientale e l'Europa centrale.
ANTICICLONE GROENLANDESE:
Si tratta di un' anticiclone termico che si viene cioè a creare, soprattutto nel semestre freddo, per le rigidissime temperature che si registrano al suolo, dovute alla vasta estensione degli altopiani ghiacciati che caratterizzano il territorio della Groenlandia.Generalmente, pur in presenza della figura dell'anticiclone groenlandese, l'analisi delle altezze geopotenziali a 850 hPa e a 500 hPa dimostra che la circolazione delle masse d'aria in quota non viene minimamente influenzata da questa struttura anticiclonica, lasciando pertanto intatta la capacità di azione del vortice polare e di eventuali strutture cicloniche che vengono a formarsi a nord o a nord-est del Canada: ciò rispecchia il comportamento di tutte le altre strutture di alta pressione termica, tra le quali l'anticiclone russo-siberiano.L'anticiclone groenlandese può assumere temporaneamente le caratteristiche di anticiclone dinamico (in grado di influenzare la circolazione delle masse d'aria in quota), soltanto se raggiunto dall'espansione settentrionale dell'anticiclone delle Azzorre, nel caso in cui la sua disposizione in senso meridiano riesca a raggiungere e a fondersi con l'anticiclone groenlandese preesistente al suolo.

L'eventuale fusione delle due diverse strutture anticicloniche, può determinare un afflusso di aria artica marittima e continentale verso l'intero continente europeo (Italia compresa), con conseguente innesco di un'ondata di gelo con repentino abbassamento delle temperature e con possibilità di precipitazioni nevose anche a quote bassissime e pianeggianti.









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Messaggio Da koko il Sab Mag 18, 2013 6:17 am




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Messaggio Da riccardo 94 il Sab Mag 18, 2013 11:49 am

quella nella prima figura quindi è un anticiclone interciclonico?? Wink
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Messaggio Da koko il Lun Mag 20, 2013 3:22 pm

[quote="riccardo 94"]quella nella prima figura quindi è un anticiclone interciclonico?? Wink [/quot

certo.. bravo..
è ,nella prima figura, la conformazione detta ad "omega"
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Messaggio Da riccardo 94 il Lun Mag 20, 2013 3:53 pm

[quote="koko"]
@riccardo 94 ha scritto:quella nella prima figura quindi è un anticiclone interciclonico?? Wink [/quot

certo.. bravo..
è ,nella prima figura, la conformazione detta ad "omega"

ok Laughing grazie mille pensavo di averlo pure toppato Embarassed
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