CATASTROFISMO O REALISMO. OVVERO: SIAMO O NO IN PERICOLO?

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CATASTROFISMO O REALISMO. OVVERO: SIAMO O NO IN PERICOLO?

Messaggio Da inverno infinito il Lun Lug 29, 2013 9:13 am

Punti di vista!
Per alcuni siamo al capilinea... per altri ad un momento di svolta. Per altri ancora è solo l'inizio di una nuova Era di cambiamento che non potrà fare che bene all'Umanità.

Ma cerchiamo di capire quali sono i cambiamenti evidenti... quelli cioè che potrebbero farci cambiare, nel bene o nel male e che nessuno di noi, più o meno, vorrebbe vivere in prima persona.

Prima di tutto bisogna tenere bene a mente che, benché ci siano persone che vi dicono il contrario, nell'Universo tutto è collegato. Ogni singolo atomo interagisce con un'altro suo simile. Anche gli esseri viventi lo fanno... in modo evidente o meno... ma le interazioni ci sono. Il singolo individuo che al mattino vi taglia la strada con lo scooter e vi manda di traverso l'intera giornata, in quell'istante non fa che interagire con voi e fornirvi degli stimoli che vi fanno fare determinate azioni (mira il ditooooo!!!!!!). Consci di questo, siamo portati a pensare che qualsiasi cosa succeda intorno a noi, dentro o fuori dall'atmosfera terrestre che ci protegge, in qualche modo ci riguarda anche in prima persona. Poi, ovvio, il tempo gioca un fattore chiave per la comprensione reale della portata di un dato evento e se il lasso di tempo che intercorre tra un dato evento ed un altro (ERA) è maggiore della nostra vita o al massimo di quella nostra e della generazione che ci precede (genitori), la cosa inizia a non riguardarci più.
Almeno cosi' capita alla stragrande maggioranza della gente.

Quando l'evento è futuro, poi, l'interesse per le conseguenze che potrebbe provocare a noi è anche inferiore.... e si azzera quasi totalmente nel caso in cui tali conseguenze possano ricadere sui nostri figli... Se poi si salta alla generazione successiva, quella dei nipoti, "non ce ne fotte proprio"...

Ecco.

Tutti quanti voi, più o meno, ascoltate i TG o leggete i giornali oppure vi tenete informati tramite Internet su cosa sta accadendo in giro per il mondo. Nel NOSTRO mondo.
Spesso però accade una cosa strana... l'essere umano tende a dimenticare abbastanza subito ciò che accade se non vi sono conseguenze personali di tipo fisico o morale.
E cosi' in molti hanno semplicemente dimenticato che nel 2010 c'è stata una delle più grandi catastrofi ambientali dell'era moderna in un punto cruciale della circolazione oceanica... il Golfo del Messico... evento che, anche se ora è relativo al gas metano e non al petrolio, si sta ripresentando e del quale i media non parlano.

Ma andiamo avanti...
In molti hanno sentito il termine "fracking" a seguito del sisma in Emilia Romagna... quale potenziale causa. Il "fracking" è una tecnica moderna con la quale si estraggono metano o petrolio dal sottosuolo. In pratica si inietta acqua ad altissima pressione, provocando la frattura delle rocce del sottosuolo ed "aspirando" in qualche modo il gas metano o il petrolio in esse contenuto. Pagati fiori di milioni di dollari, gli scienziati hanno assicurato che tale tecnica non può provocare terremoti. A seguito dei milioni di terremoti registrati in zone dove il "fracking" è ormai una realtà, altri scienziati hanno invece affermato che tale tecnica non solo provoca terremoti. Ma col passare del tempo e con il persistere dell'attività estrattiva, i terremoti possono aumentare di magnitudo superando anche quella fatidica soglia del 5° Richter che tutti conosciamo!
Ma vabbè... ormai sono passati mesi dall'evento "di casa nostra" e quasi tutti hanno dimenticato un tale INUTILE scempio. Quasi tutti... perché qualcuno rischia di perderci la casa... se non lo ha già fatto!
Sappiamo tutti, infatti, cos'è successo in Emilia Romagna... e il nostro carissimo Giorgio ne è testimone diretto (e non solo lui). Ma altrove?
In USA ci sono decine di siti nei quali il "fracking" è la tecnica usata da anni... e le conseguenze non sono solo allarmanti... ma catastrofiche. In Louisiana, lo stesso stato della catastrofe petrolifera di qualche anno fa e dell'attuale catastrofe a base di metano... è in atto uno sprofondamento del terreno che riguarda ormai un'area enorme. Il tutto causato dal "fracking" e che coinvolge decine di cittadini. La zona è inagibile e nelle vicinanze la stabilità delle case è ormai un lontano ricordo. Il tutto per cosa? Il petrolio!

L'altro evento... artificiale... che la gente sta ormai dimenticando, è quello relativo alla Centrale Nucleare di Fukushima, in Giappone. Colpita prima dal sisma del 9° grado e subito dopo dal devastante Tsunami, la centrale nucleare in questione ha iniziato il suo lento ed inesorabile cammino verso la distruzione completa dell'intero territorio. Ovviamente anche qui... occhio non vede, cuore non duole. I media se ne fregano altamente di ricordarlo e la gente lo dimentica.
Il sottoscritto, nei giorni successivi all'evento, aveva spiegato in altri luoghi cosa sarebbe accaduto.... nessuno o pochi mi credettero... Nessun problema. Resta il fatto che, a distanza di anni, il sito è ipercontaminato. Il mare è ipercontaminato. Il terreno è ipercontaminato. Le falde acquifere fino a Tokyo sono ipercontaminate. E per inciso... la radioattività continua a fuoriuscire indisturbata e a contaminare tutto e tutti sian in Giappone che in tutta l'area asiatica. Ma non solo... la radioattività giapponese è arrivata anche sulla costa occidentale degli Stati Uniti... imprimendo il proprio "marchio" su terreni e piante, rendendo alcune zone al pari di quelle del Giappone: invivibili!
Ma anche qui... nessuno ne parla... nessuno ne legge... nessuno lo sa... l'evento non esiste.
Per inciso... questo evento lo considero artificiale... per il semplice fatto che in Giappone tutti sanno, sapevano e hanno saputo, che quella zona era attiva e pericolosissima. Averci costruito una cetrale nucleare sopra equivale a prendere a martellate l'ogiva di una bomba. Prima o poi fa il botto!

Tra gli eventi naturali che la gente ignora completamente... ma che noi invece stiamo tenendo d'occhio, vi è quello delle crepe nel terreno. Normalmente queste appaiono a seguito di terremoti di generosa magnitudo.
Ultimamente, però, stanno comparendo anche senza alcun sisma. O meglio... appaiono grosse... enormi... gigantesche crepe nel terreno, lunghe anche decine di km, anche a seguito di terremoti di magnitudo strumentale. Quelli sotto i 2° Richter. Perché?

Andiamo avnati e ricordiamo che la terra ha sempre tremato. Di terremoti ce ne sono sempre stati tanti e sempre ce ne saranno... almeno finché il nucleo del nostro pianeta resterà bello caldo. Il loro numero, ci dicono, è abbastanza costante.
Ma non è cosi'.
Il numero degli eventi sismici totali sta aumentando e sta variando sia la profondità che la distribuzione.
Alcune zone del pianeta, e questo i geologi lo sanno benissimo, sono considerate totalmente "stabili". Ovvero in queste zone, estremamente vecchie, le probabilità che si registrino significative scosse sismiche, sono estremamente basse. Negli ultimi anni anche in queste zone, invece, vengono registrati terremoti più o meno forti. Perché? Sicuramente sta accadendo qualcosa... ma cosa? Cos'è che lega i terremoti alle fratture del terreno?

E i vulcani?
A scuola ci insegnavano che ci sono 2 tipi di vulcani... quelli attivi e quelli spenti. Tra quelli attivi ce ne stavano alcuni EFFUSIVI e altri ERUTTIVI.
Beh... non è proprio cosi'. I vulcani sono tutti attivi. Sempre. Alcuni in "letargo", altri no. Non esistono vulcani spenti. Anche quelli che non presentano alcuna attività sismica o vulcanica da centinaia di anni... non vanno MAI considerati spenti e quindi innocui...
E i vulcani, qualche volta, possono modificare la loro tipologia di eruzione, anche senza preavviso.
Tra i tanti vulcani che mi vengono in mente e che la gente ignora totalmente... in Italia c'è quello dei Campi Flegrei. Questo però non è proprio un vulcano... ma una Caldera. Ovvero ciò che c'è "sotto" il cono vulcanico classico. Campi Flegrei è il fratellino, per cosi' dire, dello Yellowstone, il più grande, potente e distruttivo supervulcano del mondo... altra grande, immensa caldera vulcanica.
Ma noi in Italia amiamo fare le cose in grande e poco a nord di Roma, dove nessuno se lo aspetta, ce ne sta uno che è diverse volte più grande dei Campi Flegrei.... e anche un tantinello più grande dello Yellowstone. Ma attualmente... FORTUNATAMENTE ...è in letargo (beato lui).
Ma nel mondo ce ne sono centinaia in continua attività... e altri, come ricordiamo periodicamente su questa pagina, in eruzione.
Il numero dei vulcani in eruzione, al pari dei terremoti registrati nel mondo, al pari delle fratture del terreno, sta crescendo. Perché?

Infine una cosetta che è passata quasi totalmente inosservata.
I nostri carissimi amici riscaldisti, ci hanno tartassato per anni spiegandoci che a seguito del Riscaldamento Globale Antropogenico, le (splendide) isolette del pacifico sarebbero sprofondate in quanto il livello dei mari era destinato a salire a causa dello sciogliemnto del ghiaccio artico.
A parte la stronzata... visto che il ghiaccio artico è quasi totalmente galleggiante e quindi il relativo scioglimento non modificherebbe di 1 mm il livello degli oceani.... la causa della sparizione delle isolette non è da imputare al livello del mare... che ultimamente sembra anche essere sceso, ma al fondale marino. La placca pacifica, infatti, sta sprofondando e si sta frantumando in tante altre parti. Questo provoca e provocherà l'inabissamento delle isolette... quasi tutte vulcaniche...


~ Fine prima parte ~

CATASTROFISMO O REALISMO. OVVERO: SIAMO O NO IN PERICOLO? (Seconda parte)
CATASTROFISMO O REALISMO. OVVERO: SIAMO O NO IN PERICOLO? (Seconda parte)

La civiltà umana, per molti, è sorta meno di 10.000 anni fa. Prima di allora, per molti, c'erano solo piccoli gruppi di nomadi che si dedicavano alla caccia e alla pesca.
Recenti studi stanno dimostrando il contrario... ovvero che prima di 12.000 anni fa, ovvero sul finire dell'ultimo periodo freddo noto con il nome di Youger Drias, esistevano già decine di città e società organizzate sparse per il mondo, frutto di millenarie evoluzioni sociali che ad un certo punto si erano trovate ad affrontare eventi catastrofici difficilmente superabili se non con astuzia e forza di volontà.
Grandi monumenti e strutture imponenti di vario tipo, sorsero un po ovunque sul pianeta... caratterizzate, tutte, da tecniche costruttive e di lavorazione della pietra, ancora tutt'oggi ineguagliabili.
Cosa portò quella civiltà all'estinzione quasi totale non lo sappiamo. Possiamo però immaginare un sistema di potere centralizzato, che ad un certo punto ha cercato di far sopravvivere solo un piccolo gruppo di persone.
In sud america sono state trovati i resti di vere e proprie città sotterranee, immerse nelle montagne amazzoniche, al cui ingresso troviamo una sala circolare di oltre 30 metri di diametro, con una volta perfetta, interamente scavata nella dura roccia.
Altri insediamenti sono stati trovati in Perù e tutt'ora si scoprono sempre nuovi indizi di quella che allora era una struttura organizzata di tunnel e vie di comunicazioni perenni...
Stesso discorso lo si può fare per il nord America e per l'Asia. In Europa, invece, troviamo un sofisticatissimo sistema di tunnel che, a quanto pare, collegherebbe zone distantissime del vecchio continente.
Quelle popolazioni, insomma, dovettero affrontare lunghissimi periodi di freddo intenso, tanto da trovare rifuggio solo nelle viscere della terra.
Cosa mangiassero, cosa utilizzassero per riscaldarsi e com'era strutturata l'allora vita quotidiana e sociale non lo sappiamo. Ma possiamo immaginare cosa faremmo noi in analoghe circostanze.

La scienza ci dice che abbiamo raggiunto la straordinaria cifra di 7 miliardi di individui e che mai, prima d'ora, la razza umana era diventata cosi' numerosa.
Prendiamo questo dato con il beneficio del dubbio, consci del fatto che il numero di individui che compongono una specie è direttamente proporzionato con l'abbondanza di risorse a loro disposizione.
Oggi, cosa faremmo se la temperatura media dell'intero pianeta dovesse scendere di qualche grado?

Prima di tutto chiariamo un particolare...
quando si parla di temperatura media del pianeta, si indica un valore, MEDIO, appunto, calcolato andando a prendere i valori di tutte le zone del pianeta e analizzandone i valori per un certo periodo di tempo.

Fino a qualche decennio fa era cosi'. Poi, per qualche strano motivo (di tipo economico legato all'AGW), nella media termica mondiale, non sono state più inserite le temperature, quasi sempre da record, del Continente Antartico. Misteri!!!!!
Il calo termico di 1°C a livello mondiale, poi, non corrisponde ad 1°C a livello locale. Qualcuno mi disse che per 1°C a livello mondiale, si può avere un calo in zona centro-europea anche di 20°C. Sarà vero? Non lo so... ma se il rapporto non è 1 a 20... poco ci manca. Che importanza ha, del resto, saperlo in anticipo?
Chi è esperto di clima sa bene che le condizioni termiche di una zona dipendono dalla morfologia del terreno e dalla disposizione che quella zona ha rispetto agli oceani.

E infatti vediamo che, ad esempio, sulla costa Occidentale (pacifica) degli USA, abbiamo mediamente temperature più miti rispetto a quelle della costa Orientale (atlantica). Questo perché ad Ovest della costa Occidentale c'è il mare... il cui potere mitigante e riscaldante è indubbuio. Ad ovest della costa orientale, invece c'è la terraferma... che nello specifico è abbastanza piatta. E sappiamo tutti che la terraferma, rispetto al mare, si scalda e si raffredda con una velocità superiore.
Stesso identico discorso per la costa atlantica dell'Europa e per quella pacifica del continente asiatico!
A tutto ciò, ovviamente, contribuisce la corrente a getto (jet stream) generalmente oscillante tra i 30 e i 70° di latitudine. La trattazione completa la lascio all'amico Enzo... che è più esperto in questa materia.

Ma torniamo alla civiltà moderna.
Cosa accadrebbe se....?

Prima di tutto bisogna specificare che qualcuno ha pensato bene di sedersi intorno ad un tavolo con altri suoi simili e decidere, aprioristicamente, il destino di miliardi di individui. Questo per puro interesse economico.
Il destino dell'uomo, oggi, è quindi FALSATO da tale ignobile comportamento, ormai diffuso sul 90% del pianeta, e noto con il nome di Globalizzazione!
Niente da dire sugli ideali alla base di questo progetto... ma il come è stato portato avanti mi fa ribrezzo.
Senza scendere nei particolari... consideriamo solo le conseguenze di tale programma mondiale...

Nessuno stato, o quasi, è autosufficiente dal punto di vista ALIMENTARE, SANITARIO (inteso come disponibilità e produzione di medicine), ENERGETICO, IDRICO-potabile (ebbene si... strano, ma vero) e per la SICUREZZA interna.
Il tutto, come più volte ho sottolineato nei miei articoli, si basa sull'uso di una sola fonte di energia, il Petrolio, e solo in minima parte sul Gas Naturale.
Entrambe queste fonti di energia, però, non sono equamente distribuite e la loro disponibilità totale resta, sempre e comunque, SCONOSCIUTA.
Alcuni, spinti per lo più dai soliti interessi economici, ha pensato bene di affermare che il Petrolio è una risorsa inesauribile. Ma la realtà dei fatti continua a smentire tale posizione.

Tutto, con l'avvento della Globalizzazione, viene spostato e trasportato, conservato, trattato e lavorato. E ogni passaggio di questa lunga catena che separa il povero produttore dal povero utilizzatore finale, richiede energia (petrolio).
E senza di esso, o con il relativo prezzo alle stelle, la lunga catena si blocca. E l'utilizzatore finale resta senza prodotto o servizio.

Questo è ciò di cui ci si deve rendere conto.
A fare da corollario a tale enorme e inquietante problema, arrivano poi i soliti problemi sociali... dovuti ad una cattiva integrazione tra etnie e religioni differenti, caste sociali non omogenee (ricchi e poveri) e tra potenti e semplici cittadini.

E poi ci sono gli stati!

Certo... perché, durante l'ultimo Periodo Interglaciale Freddo, la popolazione sparsa per il mondo, era più o meno libera di muoversi. E lo faceva!
Le migrazioni ci sono sempre state ed hanno permesso ad esseri umani come anche agli animali, di colonizzare praticamente ogni angolo di questo pianeta.
Oggi gli stati sono un problema...una sorta di barriera.
Per cui, in caso di freddo consistente e permanente (non è un nostro problema e penso neanche dei nostri figli), le popolazioni dei paesi nordici, avrebbero qualche "leggera" difficoltà ad emigrare verso i paesi del sud... più caldi.
Anche perché il freddo non arriverà tutto insieme. E questo è, ancora una volta, un fattore chiave da capire e comprendere.

La Piccola Era Glaciale che ha colpito l'europa per 70 anni, è arrivata dopo un lungo periodo durante il quale le estati erano sempre più piovose e fredde. Non tutte... ma la stragrande maggioranza. E durante quei periodi i contadini facevano fatica ad accumulare sufficienti risorse per l'inverno.
All'epoca non c'era la Globalizzazione e non c'erano gli ipermercati... come non c'erano le grandi multinazionali che producono in varie parti del pianeta il cibo necessario al sostentamento di noi europei di oggi.

Anche perché... con la crisi economica che ci attanaglia e che attanaglia tutto il mondo, la disponibilità di cibo in un dato paese è dato solo dall'effettivo potere di acquisto della relativa popolazione.
Quando, tra qualche anno, la gente si ritroverà senza soldi, grazie ai sapientoni che stanno al potere e che accettano di recitare la loro parte sotto l'egida di quei signorotti di cui sopra seduti intorno ad un tavolo a giocare con i destini del mondo, le multinazionali smetteranno di fornire cibo agli italiani e lo dirotteranno verso stati dove c'è ancora un sufficiente potere d'acquisto. E questo per il semplice fatto che tutto viene prodotto e viene trasportato in giro per il mondo, solo per un PURO INTERESSE ECONOMICO. Interesse che, ovviamente, non si addice ad un paese sull'orlo del baratro di una crisi economica che dura ormai dal 2009 e della quale non vediamo neanche lontanamente un accenno di uscita.

Ecco quindi che, il principale problema da affrontare quando verrà a manifestarsi in modo evidente l'EVENTO EPOCALE che tutti noi stiamo cercando di studiare, analizzare e delineare, sarà principalmente quello del CIBO.
Un problema che, come abbiamo visto ieri, verrà sicuramente acuito da altri problemi naturali e artificiali che renderanno molte zone invivibili.

Pensiamo solo per un istante ai Campi Flegrei.
L'ultima eruzione c'è stata circa 33.000 anni fa... e per quell'eruzione è stato trovato uno strato di una 40ina di cm di cenere.... in Siberia!

Interessante, vero?
E provate ad immaginarvi il momento dell'eruzione...
Il vicino Vesuvio, nel momento dell'eruzione spara per aria pietre, cenere, lapilli, gas di vario tipo, rocce incandescente e la lava scende lungo i pendii fino al mare.
Nel momento dell'eruzione dei Campi Flegrei, invece, avviene una sorta di "collassamento" dell'intera superficie della Caldera.
L'acqua di mare inonderà tutto il vuoto che si è creato ed evaporerà all'istante entrando a contatto con il magma incandescente.
L'enorma massa di cenere, fumo e gas tossici salirà in cielo per parecchi chilometri raggiungendo la stratosfera. Il sole verrà coperto per un raggio di decine di km e la lava fluirà fuori più o meno lentamente.
Dopo un certo tempo la grande quantità di gas tossici e polvere vulcanica presente in atmosfera, inizieranno a condensarsi sotto forma di pioggia. L'Anidride Solforosa emessa dal vulcano reagirà con l'umidità dell'aria e si trasformerà in acido solforico. Ovunque ricadrà questa pioggia acida, ucciderà flora e fauna. E la polvere vulcanica coprirà tutto con uno strato asfissiante. Per millenni la zona colpita sarà inagibile e le conseguenze a livello planetario saranno evidenti. La temperatura media scenderà di qualche grado e le correnti d'alta quota trasporteranno la polvere e la pioggia acida lontano dal punto dell'eruzione.
Il mondo non sarà più lo stesso e la gente dovrà agire di conseguenza.

Ma tranquilli... non sembra essere giunto ancora il momento per una tale eruzione. Quando accadrà ce ne accorgeremo tutti, statene certi!

Prima di preoccuparci del Supervulcano più pericoloso del mondo dopo lo Yellowstone, preoccupiamoci del fatto che un nuovo inverno sta per bussare alle nostre porte.... e che la stragrande maggioranza delle case degli italiani viene riscaldata con Gas Metano proveniente dalla Russia... una nazione che ne esporta in grandi quantità, certo, ma che ha già detto da anni che in caso di necessità e per far fronte alle esigenze interne, non esiterà a chiudere i rubinetti verso l'europa.
Niente Gas Metano significa niente riscaldamento e niente elettricità, ma anche niente gas per cucinare.
Un problema, questo, che potrebbe generare crisi sociali e problemi insormontabili anche per una "moderna" società come quella italiana.
Per altri motivi la Grecia ha già sperimentato questo problema... Ma la Grecia è una zona notoriamente meno fredda del nord Italia e dell'Europa Centrale...

Pensate...

Fine seconda parte

Bernardo
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